Caffè: cortisolo e resistenza insulinica sono un problema?

Il caffè e la caffeina sono contornati da molti falsi miti, ma la percezione è che abbiano un effetto generalmente nocivo, e che sia meglio limitare il consumo a 1-2 caffè al giorno in maniera da prevenire degli effetti avversi.

Dando uno sguardo alla letteratura scientifica risulta invece l’esatto opposto della percezione comune: sia studi controllati che epidemiologici osservano in gran parte dei casi effetti benefici e protettivi su varie patologie, associandosi a un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, e addirittura di sviluppo dei tumori (1-3).

La relazione caffeina/cortisolo/resistenza insulinica

Un falso mito duro a morire è che il caffè o la caffeina siano in qualche modo antagonisti del metabolismo dei carboidrati a causa di un effetto insulino-resistente mediato, almeno in parte, dalla stimolazione del cortisolo.

Effettivamente ingerire caffè aumenta in acuto i livelli di cortisolo in maniera dose-risposta (4) e riduce la sensibilità insulinica (5). Ora, l’errore sarebbe dare per scontato il semplice ragionamento: caffè > cortisolo > insulino-resistenza acuta > più difficoltà di accesso del glucosio ai tessuti insulino-sensibili > sviluppo di insulino-resistenza cronica.

Questo wishful thinking è dovuto al comune errore nel credere che gli effetti acuti siano predittivi degli effetti cronici, quando la biologia spesso ci dimostra l’assenza di relazione tra le due cose. Dalle evidenze pubblicate sappiamo infatti che il caffè migliora la sensibilità insulinica con l’uso cronico (3), tanto da essere ritenuta una sostanza con effetto potenzialmente benefico per i diabetici (1-3). Tali risposte sono ben coerenti con il fatto che il consumo abituale di caffeina riduce le risposte del cortisolo rispetto all’astensione (4).

Altri benefici sul metabolismo del glucosio

Il paradosso sul metabolismo del glucosio non si chiude qui, dato che ulteriori benefici acuti possono essere riscontrati anche per gli atleti. La caffeina può potenziare la risintesi del glicogeno muscolare quando associata ai carboidrati, e questo lo si è riscontrato quando assunta a dosi molto alte (6).

Anche se non tutti gli studi osservano questo beneficio, è certo che perlomeno non ha un effetto antagonista, grazie all’attivazione di alcuni enzimi e proteine (come l’AMPK) che favoriscono il processo (6).

Come se non bastasse,  alcune evidenze suggeriscono che la caffeina migliora l’efficienza di assorbimento dei carboidrati a livello intestinale, grazie alla sovraregolazione dei trasportatori SGLT-1 (7). Anche in questo caso esistono evidenze contrastanti (8) e sembra che ciò accada con quantità estremamente elevate, ma questo ancora può significare che nel peggiore dei casi la caffeina o il caffè hanno un effetto neutro e lievemente permissivo.

Conclusioni

Più che “antagoniste” del metabolismo glucidico, sarebbe meglio definire il caffè e la caffeina delle sostanze permissive. Il consumo abituale infatti migliora la loro gestione metabolica, aggirando quelli che possono essere dei lievi effetti metabolici avversi nei non-consumatori.

Quindi, alcuni degli effetti acuti di caffè e caffeina che potrebbero essere interpretati come deleteri, come l’aumento livelli di cortisolo e un peggioramento transitorio della sensibilità insulinica, non sono un problema per i consumatori abituali, e sembrano nettamente sopraffatti dalla miriade di effetti positivi del consumo di caffè sulla salute generale, sulla prevenzione di varie malattie, e sullo stesso metabolismo del glucosio.

Riferimenti:

  1. Poole R et al. Coffee consumption and health: umbrella review of meta-analyses of multiple health outcomes. BMJ 2017;359:j5024.
  2. Grosso G et al. Coffee, caffeine, and health outcomes: An umbrella review. Annu Rev Nutr. 2017 Aug 21;37:131-156.
  3. Reis CEG et al. Effects of coffee consumption on glucose metabolism: A systematic review of clinical trials. J Tradit Complement Med. 2018 May 3;9(3):184-191.
  4. Lovallo WR et al. Caffeine stimulation of cortisol secretion across the waking hours in relation to caffeine intake levels. Psychosom Med. 2005 Sep-Oct;67(5):734-9.
  5. Shi X et al. Acute caffeine ingestion reduces insulin sensitivity in healthy subjects: a systematic review and meta-analysis. Nutr J. 2016 Dec 28;15(1):103.
  6. Loureiro LMR et al. Effects of coffee components on muscle glycogen recovery: a systematic review. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2018 May 1;28(3):284-293.
  7. Yeo SE et al. Caffeine increases exogenous carbohydrate oxidation during exercise. J Appl Physiol 99(3):844-50, 2005.
  8. Hulston CJ, Jeukendrup AE. Substrate metabolism and exercise performance with caffeine and carbohydrate intake. Med Sci Sports Exerc. 40(12):2096-104, 2008.
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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