Perché le diete commerciali funzionano?
 

Trovare un modello alimentare che funzioni per dimagrire è una gran cosa, ma quando intendiamo “che funzioni”, intendiamo che instauri in uno modo o nell’altro la restrizione calorica.

Gli autori delle diete commerciali però hanno il brutto vizio di attribuire “magiche” proprietà ai modelli alimentari che propongono. Parlano tanto di meccanismi complessi decontestualizzati, che sono di grande impatto per chi non è ferrato in materia (il 99% delle persone) per dare un valore alla loro dieta.

Questa dieta fa perdere grasso perché l’insulina, gli eicosanoidi, l’autofagia, i corpi chetonici, l’adattamento lipidico, il cibo dell’uomo dell’antichità, e bla bla bla“, quando alla fine, ogni volta che un modello dietetico di questo tipo viene sottoposto a sperimentazione per verificare il vero perché funziona per dimagrire, si scopre che è l’induzione della restrizione calorica.

Ma ovviamente questi autori fanno sempre cherry picking, omettendo tutti i dati che provano questo principio, selezionando solo le ricerche che vogliono loro per cercare di provare che il loro metodo funziona per altri motivi. La classica tattica dello studio meccanicistico acuto, che ad esempio osserva la “fosforilazione di questa proteina che potenzia l’ossidazione dei grassi“, poi quando l’ipotesi viene messa alla prova con esperimenti a lungo termine crolla il palco. Parlare di meccanismi decontestualizzati è facile, lo può fare chiunque, diventa semplicemente più credibile in proporzione al prestigio di un titolo o della popolarità di chi li propone.

L’ovvio confitto di interessi porta inevitabilmente l’autore di una dieta a difenderla a tutti i costi “no questa dieta non funziona perché riduce le calorie, ma per la formula speciale che ho inventato“. In presenza di un conflitto di interessi, è impossibile aspettarsi un’imparzialità nell’ammettere i veri motivi per cui un metodo eventualmente funziona.

Ma non vorrei ridurre tutto al vile denaro, c’è anche l’importante questione della buona fede. Anche se l’autore fosse partito in buona fede e solo dopo gli venissero presentati dei dati che ridiscutono il suo metodo e spiegano il vero perché dell’efficacia, lui non lo accetterebbe a priori, e si appiglierebbe a qualsiasi (ir)razionalizzazione possibile per continuare a credere a quello a cui ha sempre creduto. Dopo tutto gli conviene sotto molti aspetti, non solo economicamente ma anche per una questione di reputazione. Che figura ci farebbe davanti al pubblico?

Ma ve lo vedreste voi un autore di una dieta a cui vengono mostrati una serie di studi che spiegano il vero perché il metodo funziona? Quando si è mai visto che un autore valuta i dati e dice “ah ok, avevate ragione voi, ritiro tutto“. Perché questo minimizzerebbe il valore del metodo agli occhi di molti, la gente non gli crederebbe più, perderebbe credibilità, e quindi per un motivo o per l’altro, non lo ammetterebbe mai. Il tutto può essere racchiuso in questa storica frase di Upton Sinclair:

“È difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla.” (Upton Sinclair)

L’inganno delle diete commerciali in 4 punti

  • Elaborazione di una teoria che sembra credibile a un pubblico non specializzato, approfittando della propria credibilità (in realtà, la “teoria” è al massimo un’ipotesi non dimostrata, ma talvolta è smentita dai dati pubblicati);
  • Il metodo prevede delle indicazioni alimentari che nella pratica portano a scegliere cibi di maggiore qualità, ma che soprattutto portano a ridurre l’introito calorico spontaneo (grazie a caratteristiche come minore densità calorica, più proteine, e quindi maggiore effetto saziante per caloria);
  • Se si rispettano tali indicazioni alimentari a lungo termine, ovviamente si perde peso e si migliorano vari parametri di salute (il cui miglioramento dipende molto dalla riduzione del grasso corporeo in sé), anche solo per il fatto di mangiare meglio rispetto allo stato di partenza;
  • Si fa un’associazione fallace tra il funzionamento della dieta e la validazione della teoria dell’autore (in realtà, dal punto di vista logico che la dieta funzioni non significa che lo faccia per i motivi “di fantasia” dell’autore);
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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