Il grande rotondo è un muscolo strettamente legato al gran dorsale in termini di funzioni e di allenamento. Una questione ben poco nota è però che i due muscoli trovano una differenziazione in termini di attivazione a diversi angoli di lavoro nei vari movimenti della spalla in cui essi sono attori.
Questo ha portato recentemente alcuni esperti a proporre degli esercizi di isolamento per il gran rotondo. Nell’articolo si analizzano la plausibilità e le possibili motivazioni alla base di questa differenziazione, oltre che la validità degli esercizi proposti per uno stimolo mirato del gran rotondo.
Cenni generali
Il muscolo grande rotondo origina dalla metà inferiore dell’angolo inferiore della faccia dorsale della scapola, inserendosi sul labbro posteriore del solco bicipitale dell’omero. Esso agisce prevalentemente come estensore, adduttore e intrarotatore di spalla (omero) (1,2).
Il gran rotondo è perfettamente sinergico del grande dorsale, e i due muscoli sono legati a tal punto da condividere l’inserzione sull’omero, rendendone addirittura difficile la distinzione (1,2). Questo ha portato alcuni a riconoscere il gran rotondo come “il piccolo aiutante” del gran dorsale (3). Dato che i due condividono inserzione e funzione, è curioso che non siano considerati fasci di uno unico muscolo, come osservato in altri casi.
Dal punto di vista estetico il gran rotondo rappresenta la componente più laterale (esterna) dei muscoli della parte alta della schiena, contribuendo fortemente a definire la cosiddetta “V-shape” (forma a V). Nonostante la loro stretta sinergia e l’inserzione comune, è possibile però riconoscere delle differenze funzionali tra gran dorsale e gran rotondo, dovute probabilmente alla diversa anatomia e biomeccanica.
Differenze funzionali

In anatomia gran dorsale e gran rotondo vengono ritenuti sinergici in tutti i movimenti, ma alcuni indizi e una valutazione biomeccanica potrebbero mettere in luce delle differenze. Già in passato alcuni suggerirono che il picco di attivazione del gran rotondo fosse ad angoli più elevati rispetto al gran dorsale (3).
Un vecchio studio sulle trazioni alla sbarra (pull-up e chin-up) osservò che il grande rotondo era molto attivo nella prima parte del movimento, e la sua attivazione andava riducendosi nella seconda metà dell’abbassamento di spalla (4).
Vari dati suggeriscono che il gran rotondo trova il suo picco di vantaggio meccanico e di attivazione a circa metà del range di movimento (ROM) in abbassamento su vari piani di lavoro (3-5) anche se alcuni riscontrano il maggiore vantaggio già a 30-50° di elevazione (5).
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