Accoppiamento neuromeccanico e vantaggio meccanico: implicazioni per l’ipertrofia

In tempi recenti, nella meccanica degli esercizi di resistance training è stata data maggiore importanza al ruolo delle leve muscolari nel dettare lo sviluppo dell’ipertrofia.

Concetti come il braccio del momento muscolare e il vantaggio meccanico sono stati sempre più considerati, e di recente si è fatto strada un ulteriore principio ad essi collegato ma ancora poco noto, l’accoppiamento neuromeccanico o corrispondenza neuromeccanica (neuromechanical matching). 

L’articolo fornisce un approfondimento tecnico su questi concetti per meglio comprendere la meccanica degli esercizi e l’importanza di questi principi nel terminare lo sviluppo dell’ipertrofia, sulla base della ricerca scientifica attuale.

Accoppiamento neuromeccanico

Il principio dell’accoppiamento neuromeccanico (NM) spiega che i muscoli sono attivati in proporzione alla loro leva (1,2). In alternativa, il NM può essere definito come l’accoppiamento tra l’impulso neurale verso un muscolo e il livello di vantaggio meccanico a cui il muscolo stesso è sottoposto (3), o la relazione lineare tra l’impulso neurale e il vantaggio meccanico (4).

Il NM è stato proposto come un meccanismo aggiuntivo al principio della dimensione (in Italia noto come Legge di Henneman) nel governare il reclutamento delle unità motorie, e non sarebbe quindi legato alle loro proprietà intrinseche, spiegando così alcune lacune che non potevano essere chiarite dal principio di Henneman (4).

Il reclutamento, quindi, è dettato anche delle proprietà meccaniche dei muscoli e delle loro regioni: alcune unità motorie vengono preferenzialmente reclutate grazie alla leva più vantaggiosa (braccio del momento muscolare) del muscolo o del fascio muscolare in determinati angoli del range di movimento (ROM) (1).

Il NM è stato concepito in origine nella letteratura sulla fisiologia respiratoria, ma recentemente è stato esteso anche ai muscoli non-respiratori (4), oltre ad essere citato anche nella letteratura sullo sport (5) e sul resistance training (1).

Vantaggio meccanico muscolare

In blu, il braccio del momento muscolare del muscolo pettineo (6). Più l’anca si adduce, più le fibre sono perpendicolari alla leva, più il braccio si allunga.

Nella letteratura sulla biomeccanica del resistance training questo concetto era più comunemente spiegato dal vantaggio meccanico muscolare (MMV): era già discusso che determinati muscoli potessero essere più reclutati in determinati angoli del ROM proprio grazie alla loro leva vantaggiosa, e viceversa. 

Diventa un membro esclusivo

Per accedere a contenuti esclusivi e leggere l'articolo completo, unisciti subito alla nostra community. Abbonati ora e scopri una nuova dimensione di contenuti!

  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è un formatore e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS, Barça Universitas) e biomeccanica applicata all'esercizio per l'ipertrofia. Per 5 anni, ha ricoperto ruoli di referente tecnico senior per l'azienda leader Project inVictus e ha collaborato con altre importanti realtà nazionali del settore. È citato e ospitato in numerose pubblicazioni e riviste di settore ed è autore del testo scientifico Body Comp Nutrition.

    Visualizza tutti gli articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Don`t copy text!

Area Membri