Proteine degli insetti: valida opzione per la crescita muscolare?

Soprattutto in tempi recenti le proteine degli insetti sono state al centro di molte discussioni come nuova fonte alimentare proteica.

Mal accolte dai tradizionalisti, sono state invece valutate positivamente da molti come alimenti del futuro e con un’alta sostenibilità ambientale.

Dalla seconda metà degli anni 2010 le proteine degli insetti in polvere hanno iniziato ad essere sempre più studiate per comprenderne il valore rispetto alle fonti proteiche comuni, come quelle del latte o della soia, suscitando l’interesse del settore fitness.

L’articolo vuole focalizzarsi in particolare sul valore delle proteine degli insetti nello stimolare l’anabolismo e la crescita muscolare, e quindi capire se possono risultare una valida alternativa agli integratori proteici classici per questi scopi.

Generalizzazione

Una prima controversia raramente fatta presente è che parlare di insetti è piuttosto vago, dato che rappresentano una classe animale estremamente ampia. Per citare Wikipedia, è “il più grande tra i raggruppamenti di animali che popolano la Terra, annoverando oltre un milione di specie”.

D’altra parte è vero che gli insetti ad oggi autorizzati e studiati sono una cerchia molto ristretta, all’interno del quale rientrano però specie molto diverse, dalle larve di coleottero, a grilli e locuste, e alcuni vermi e tarme. Parlare quindi di proteine degli insetti potrebbe avere poco senso senza prima capire da quale insetto sono ricavate. Del resto, questo ragionamento lo applichiamo ad esempio per le proteine vegetali, che presentano una qualità proteica molto differente a seconda del vegetale di origine.

Qualità proteica

Esempio di estrema variabilità nel contenuto di leucina tra le proteine di diversi insetti (fonte: Churchward-Venne TA et al. 2017) (1).

Secondo i criteri scientifici, la qualità proteica è definita da parametri precisi, tra cui la percentuale di aminoacidi essenziali (tra cui aminoacidi ramificati e leucina), la digeribilità, e la capacità di stimolare la sintesi proteica (crescita) muscolare.

Proprio in riferimento alla comune generalizzazione, di solito si tende ad attribuire alle proteine degli insetti un’unica qualità proteica, mentre diverse specie mostrano diversi valori, ad esempio a causa di differenze nel contenuto di leucina o di digeribilità (1).

I pochi studi che hanno confrontato alcune proteine degli insetti con integratori proteici tradizionali hanno mostrato esiti apparentemente positivi, ma non è detto che ciò risulti per tutti gli insetti, ed è necessario capire se alcune limitazioni impediscono di estrapolarlo anche per questi casi.

Proteine degli insetti e risposte anaboliche

Ad oggi la ricerca sui supplementi proteici da insetti è agli albori. Apparentemente, i primi studi sull’uomo che hanno messo a confronto questi prodotti con le polveri proteiche tradizionali risalgono al 2018, e tutt’oggi sono ancora molto pochi. Le specie prese in esame attualmente sono larve di tenebrione mugnaio (un tipo di coleottero) e grillo.

Gli esiti sembrano piuttosto positivi. Le proteine da larve di tenebrione mugnaio hanno mostrato di stimolare la sintesi proteica muscolare similmente alle proteine del latte (2), e le proteine del grillo hanno mostrato una simile attivazione della via di segnalazione anabolica mTORC1 rispetto alle proteine del siero del latte (3).

I dati sono ancora molto scarsi e incerti. Nel primo studio si testavano 30g di proteine nette, ed è possibile che la minore qualità proteica sia osservabile solo con quantità inferiori (20g netti sono sufficienti con le proteine del latte (4), ma non lo si sa con quelle degli insetti). Il secondo studio valutava solo la via anabolica mTORC1, che risulta un marker grossolano (e inaffidabile) delle risposte anaboliche acute.

Proteine degli insetti e crescita muscolare

Valutare le sole risposte acute sull’anabolismo è un limite, perché non fornisce una risposta diretta sull’effettivo potenziale delle proteine degli insetti. Per capirlo è necessario condurre studi a lungo termine che confrontino le differenze nella crescita muscolare.

Probabilmente il primo e ad oggi l’unico studio che ha valutato le risposte croniche con le proteine degli insetti è quello di Vangsoe (5), che curiosamente sembra essere il primo in assoluto ad aver studiato la relazione tra queste proteine e anabolismo, in abbinamento all’esercizio con i pesi.

I ricercatori hanno somministrato a un gruppo di soggetti delle barrette a base di proteine per gli insetti contenenti circa 30g di proteine nette (0.4 g/kg), senza osservare differenze rispetto a chi assumeva delle barette a base di carboidrati, in 8 settimane. Al di là del fatto che la fonte di insetti non fosse dichiarata,  non sono state equiparate tra i gruppi le proteine totali, i macronutrienti e le calorie, non potendo trarre conclusioni chiare sul loro effettivo potenziale.

Ciò nonostante, risultati del genere non sorprenderebbero in ogni caso dato che in entrambi i casi si assumeva una quantità sufficiente di proteine totali per ottimizzare l’anabolismo (≥1.7 g/kg). Probabilmente queste conclusioni sarebbero confermate anche se le proteine dell’insetto testato fossero di qualità relativamente più bassa, come ben osservato con il caso delle proteine vegetali.

Benefici per la salute

Potrebbe essere ignorato che gli insetti edibili hanno anche dei potenziali effetti positivi sulla salute (6), cosa del resto proposta anche per alcune proteine in polvere tradizionali, in particolare quelle derivate dal siero del latte (whey protein) (4).

Gli insetti commestibili hanno anche un elevato contenuto di fibra, vitamine, minerali, e grassi insaturi, e sono proposte come  alternativa al cibo animale, anche per migliorare la salute gastrointesinale, la funzione immunitaria, ridurre l’infiammazione, il rischio di infezioni batteriche, o di sviluppare varie malattie (6). Si richiede però ancora molta ricerca per capire il potenziale e gli eventuali rischi associati al consumo di insetti.

Gli integratori proteici inoltre sono spesso il risultato di processi di purificazione, che perlomeno ridurrebbero il contenuto di alcuni nutrienti menzionati con lo scopo di aumentare la concentrazione proteica e di migliorarne l’assorbimento (ad esempio, la rimozione della chitina migliora l’assorbimento delle proteine degli insetti (1), così come la rimozione della fibra migliora l’assorbimento delle proteine vegetali).

Probabilmente, il contenuto di nutrienti utili nelle proteine degli insetti sarebbe rilevante come in altri integratori proteici più tradizionali, e variabile a seconda del grado di purificazione e di processamento, e del tipo di insetto.

Rapporto costi/benefici

Dai pochi indizi oggi disponibili, è plausibile concludere che la qualità proteica (capacità anabolica) di vari tipi di proteine degli insetti sia al massimo paragonabile a quella delle polveri proteiche classiche di alta qualità, se non leggermente inferiore per alcune di esse.

Il problema risiederebbe quindi nel prezzo, probabilmente molto più alto delle fonti tradizionali a causa dei superiori costi di produzione e forse anche della possibile speculazione da parte dell’industria alimentare.

Finché non sarà meglio definita l’effettiva qualità di vari tipi di proteine degli insetti, e non saranno integrate nel mercato e accettate dai consumatori come normale opzione tra le varie possibili, questo tipo di integratori rimarrà probabilmente sconveniente sotto il profilo del rapporto costi/benefici.

Punti chiave

  • Diversi insetti sono autorizzati e utilizzati dall’industria per produrre integratori proteici;
  • Gli insetti sono molto ricchi di nurienti e hanno molti potenziali benefici per la salute;
  • I pochi studi suggeriscono che la capacità delle proteine degli insetti di stimolare l’anabolismo muscolare siano paragonabili a quella delle proteine di alta qualità tradizionali (in particolare proteine del latte);
  • Attualmente gli studi sono molto scarsi e con limitazioni rilevanti per fornire una chiara risposta sul potenziale delle proteine degli insetti per la crescita muscolare e la salute;
  • Il rapporto costo/benefici delle proteine degli insetti probabilmente risulterà svantaggioso per molto tempo rispetto alle proteine in polvere gold standard in commercio;

 

Riferimenti:

  1. Churchward-Venne TA et al. Consideration of insects as a source of dietary protein for human consumption. Nutr Rev. 2017 Dec 1;75(12):1035-1045.
  2. Hermans WJH et al. Insects are a viable protein source for human consumption: from insect protein digestion to postprandial muscle protein synthesis in vivo in humans: a double-blind randomized trial. Am J Clin Nutr. 2021 Sep 1;114(3):934-944.
  3. Lanng SK et al. Influence of protein source (cricket, pea, whey) on amino acid bioavailability and activation of the mTORC1 signaling pathway after resistance exercise in healthy young males. Eur J Nutr. 2023 Apr;62(3):1295-1308.
  4. Jäger R et al. International Society of Sports Nutrition Position Stand: protein and exercise. J Int Soc Sports Nutr. 2017 Jun 20;14:20.
  5. Vangsoe MT et al. Effects of insect protein supplementation during resistance training on changes in muscle mass and strength in young men. Nutrients. 2018 Mar 10;10(3):335.
  6. Nowakowski AC et al. Potential health benefits of edible insects. Crit Rev Food Sci Nutr. 2022;62(13):3499-3508.
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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