La adductor machine è un esercizio piuttosto comune nelle palestre fitness, il cui potenziale però non sembra molto chiaro. Da una parte, i puristi dei pesi liberi e del “funzionale” sostengono che sia totalmente inutile, mentre dall’altra, viene usato senza una reale cognizione di causa dagli utenti fitness e da molti atleti.
L’articolo intende approfondire le poco chiare caratteristiche dell’esercizio, mettendolo a confronto con altri esercizi comuni che coinvolgono almeno parzialmente la stessa muscolatura. Sulla base della ricerca pubblicata, si propone quindi una panoramica dettagliata sul lavoro dei numerosi muscoli adduttori in diverse condizioni, per comprendere le differenze e quindi come esprimere le preferenze a seconda dei diversi obiettivi.
Indice
I muscoli adduttori dell’anca
I muscoli adduttori dell’anca sono molti, e non sono rappresentati solo dagli adduttori propriamente detti: (1)
- grande adduttore
- adduttore lungo
- adduttore breve
- pettineo
- gracile
- quadrato del femore
- otturatore esterno
- grande gluteo (fasci inferiori)
- ischiocrurali biarticolari (soprattutto capo lungo bicipite)
Tra questi, gli adduttori primari sono considerati il gruppo degli adduttori propriamente detti (grande, lungo e breve), oltre a gracile e pettineo (1). Gli adduttori ritenuti secondari sono invece quadrato del femore, otturatore esterno, grande gluteo (con i fasci inferiori) (2), e ischiocrurali biarticolari, in particolare il capo lungo del bicipite (un’azione in realtà molto debole) (1,2).
Muscoli dominanti nella adductor machine
La adductor machine coinvolge tutti i muscoli adduttori attraverso un’adduzione orizzontale, prevedendo quindi un piano di lavoro piuttosto diverso dall’adduzione pura (trasverso vs frontale). Questo comporta delle differenze notevoli nella muscolatura coinvolta.
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