Didattica delle trazioni orizzontali per prevenzione e muscolazione

Durante l’esecuzione delle trazioni orizzontali (rematori) il comportamento ottimale delle scapole e della colonna toracica per molti potrebbe essere argomento poco chiaro, a maggior ragione perché non si tratta di gesti da gara o codificati. 

Secondo alcuni le scapole potrebbero rimanere addotte per garantire una maggiore stabilità o un maggiore isolamento dei muscoli estensori della spalla, ma questa idea non è molto accettata nella didattica e tra i coach di Strength & Conditioning.

L’articolo approfondisce questo tema con una particolare attenzione alle implicazioni per la muscolazione e quindi l’ipertrofia muscolare. 

Perché mobilizzare le scapole nelle trazioni orizzontali?

I motivi per cui si suggerisce lo “scivolamento” delle scapole sulla cassa toracica durante le trazioni orizzontali sono molteplici. Il primo è quello di mantenere l’aderenza della testa dell’omero all’interno della cavità glenoidea, e quindi prevenire la sua traslazione (glide) anteriore (1-3).

Il glide anteriore (AHG, anterior humeral glide) implica una traslazione eccessiva della testa omerale in senso anteriore rispetto alla glena, in questo caso causata di una perdita del normale ritmo delle scapole durante il movimento (1,3). Anche se l’AHG è un maggiore rischio per i soggetti predisposti, rimane da tenere in considerazione per chi compie spesso questi movimenti.

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  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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