Nel campo dell’esercizio con sovraccarichi, il concetto di “sentire il muscolo lavorare” (o “feeling”) è sempre stato usato come una sorta di feedback oggettivo a conferma dell’efficacia di un esercizio. Da una prospettiva tecnica, risulta invece scontato che tale metro di valutazione non sia un indicatore oggettivo per trarre certe conclusioni.
L’articolo approfondisce questo concetto per comprenderne le criticità e fornire dei contraddittori sul poco materiale e sui pochi studi disponibili, per sollevare il dibattito su una questione ad oggi poco esplorata nell’ambito tecnico.
Indice
Significato di “sentire un muscolo”
Nel senso comune, l’espressione “sentire il muscolo” sottoposto a sforzo è intesa come valutazione per capire se il lavoro è in prevalenza a carico del muscolo che si intende stimolare. Sarebbe sottinteso che questa percezione debba riferirsi alla tensione meccanica muscolare (1,2), ovvero a uno dei parametri oggettivi che confermerebbero come il movimento che si sta compiendo è ottimale per stimolare il muscolo alla crescita.
Da questa equazione automatica però insorgono diversi problemi, a partire da degli errori concettuali di base: pretendere che una sensazione o una percezione possa fungere da parametro oggettivo è già a monte una contraddizione, dato che non lo è per definizione.
Al massimo, la percezione andrebbe riconosciuta come parametro soggettivo, come potrebbe esserlo la percezione dello sforzo (riconosciuta dalla scala RPE) rispetto all’intensità oggettiva, consapevoli dell’inaccuratezza intrinseca dovuta alla sua natura.
La percezione del lavoro muscolare è presumibilmente attribuibile a un mix di segnali neurali provenienti da diversi recettori, come quelli che registrano la tensione e la lunghezza muscolare (fusi neuromuscolari), o il dolore causato dall’accumulo di metaboliti o dall’eventuale danno (nocicettori).
Si può assumere che, mentre il bruciore generato dai metaboliti (stress metabolico) e il danno muscolare non siano conseguenze inevitabili dell’allenamento contro la resistenza, i fusi neuromuscolari potrebbero essere tra i principali responsabili delle percezioni, ma l’argomento è complesso e non verrà qui approfondito. Rimane però discutibile che l’uomo sia capace di percepire con precisione la tensione meccanica o il reclutamento muscolare localmente per vari motivi di seguito approfonditi.
Fattori confondenti
Stress metabolico

Come accennato, il bruciore/dolore indotto dai metaboliti generati dalla glicolisi (in particolare dagli ioni idrogeno) è molto elevato con alte ripetizioni e/o lunghi time under tension (TUT); il tutto viene enfatizzato da recuperi brevi. Con ripetizioni medio-basse, che si traducono in TUT brevi (<20 sec), questo accumulo è minimo e il bruciore è assente o leggero (3).
Diventa un membro esclusivo
Per accedere a contenuti esclusivi e leggere l'articolo completo, unisciti subito alla nostra community. Abbonati ora e scopri una nuova dimensione di contenuti!