Multivitaminici-multiminerali per il soggetto sano: linee guida basate sulla ricerca

I multivitaminici-multiminerali sono tra gli integratori più diffusi, ma anche tra i più criticati. Tra i professionisti della nutrizione e della salute esistono dibattiti e pareri contrastanti sul loro utilizzo, ma molti di questi verrebbero risolti tramite la logica e una corretta interpretazione della ricerca in merito.

L’articolo approfondisce l’uso razionale di questa classe di integratori per le popolazioni sane, sulla base di quanto viene discusso nei documenti più rilevanti pubblicati nella letteratura scientifica sul tema, per concludere con le fondamentali estrapolazioni pratiche.

Definizione

Gli integratori multivitaminici-multiminerali (MVM) si riferiscono a un’ampia categoria di integratori alimentari le cui caratteristiche e definizioni non sono scientificamente unanimi.

Una caratteristica generica comune, a cui si farà riferimento in questa sede, è contenere almeno 9-10 vitamine e 5-7 minerali essenziali in quantità in linea con i valori di riferimento stabiliti da varie istituzioni, come le statunitensi Dose Giornaliera Raccomandata (RDA), Assunzione Adeguata (AI) e Limiti Superiori tollerabili (UL) (1,2), o i loro corrispettivi europei, raggruppati sotto i VNR (Valori Nutritivi di Riferimento).

Per semplificare i concetti, un MVM cosiddetto “di base conterrebbe una moltitudine di micronutrienti in un ampio intervallo compreso tra sotto i livelli giornalieri ritenuti adeguati per la popolazione sana e il massimo livello tollerabile di sicurezza (UL), per prevenire effetti avversi da eccesso (1,2).

Queste formulazioni di base sono poco specifiche e quindi destinate a un uso ad ampio spettro, prevedendo in genere una singola dose giornaliera (1,2). Verranno qui esclusi dai MVM quelli “ad alta potenza” con livelli anche ben oltre i limiti superiori, che possono avere effetti avversi o essere pensati per popolazioni specifiche (2). 

Le critiche e le fallacie comuni

Gran parte delle critiche sugli integratori MVM si basa sul fatto che non ridurrebbero un determinato fattore di rischio, principalmente malattie cardiovascolari, cancro e mortalità per tutte le cause (3). 

Per quanto sia una conclusione perlopiù fondata (nonostante i dibattiti) (1), si tratta di un argomento fallace (red herring), poiché l’inutilità per migliorare alcuni parametri non esclude automaticamente qualsiasi beneficio. Anche se i MVM non riducessero significativamente alcuni fattori di rischio, ciò non dimostra che colmare la carenza di uno o più micronutrienti sia, in generale, inutile.

Un’altra critica comune è che assumere una dieta bilanciata è sufficiente per coprire i fabbisogni di tutti i micronutrienti. Tale critica si basa ancora su una nozione potenzialmente vera, ma irrilevante (red herring). Infatti, buona parte della popolazione generale, anche nei paesi sviluppati, mostra carenze di diversi micronutrienti (2,4); talvolta anche l’utilizzo di MVM può non estinguere completamente le carenze nella popolazione generale (pur riducendole) (2,5,6).

Un noto adagio afferma che “gli integratori non possono compensare una dieta scadente” (1,7). Tuttavia, questa visione rischia di creare una falsa dicotomia, come se gli integratori fossero inutili in chi segue una buona alimentazione; in realtà, anche diete equilibrate spesso lasciano carenze micronutrizionali (3). Addirittura gli sportivi mostrano spesso carenze di micronutrienti, anche per un fabbisogno aumentato di alcuni di essi (3,8). 

Le classiche prospettive “moraliste” contro i MVM incentrano l’argomentazione su una condizione ideale (e idealizzata) ignorando ciò che accade nella realtà, documentato dalle evidenze sulle carenze micronutrizionali nella popolazione. Se è vero che una dieta ideale previene carenze micronutrizionali, evidentemente per buona parte delle persone non è realistico seguire una dieta ideale a tal punto da garantire la prevenzione di qualsiasi carenza.

Popolazioni più a rischio

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  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è un formatore e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS, Barça Universitas) e biomeccanica applicata all'esercizio per l'ipertrofia. Per 5 anni, ha ricoperto ruoli di referente tecnico senior per l'azienda leader Project inVictus e ha collaborato con altre importanti realtà nazionali del settore. È citato e ospitato in numerose pubblicazioni e riviste di settore ed è autore del testo scientifico Body Comp Nutrition.

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