
Le macchine a cavo si riferiscono a dei macchinari a traiettoria svincolata con un sistema a cavi e carrucole (pulegge) molto comune nelle palestre di fitness.
Questi macchinari hanno delle caratteristiche peculiari che li rendono molto efficienti, nonché molto appetibili ad amatori e atleti. Queste caratteristiche però sono raramente comprese nella loro globalità, se non dalle figure più specializzate nella biomeccanica, e in particolare nella meccanica dei macchinari.
L’articolo approfondisce le varie caratteristiche delle macchine a cavo per comprenderne pregi, difetti e modalità ottimali di utilizzo soprattutto per gli scopi dell’ipertrofia muscolare.
Indice
Caratteristiche generali
Linea della resistenza svincolata

La principale caratteristica distintiva delle macchine a cavo (CM, cable machines) è quella di consentire la modifica della direzione del carico, o in altri termini, di svincolare e reindirizzare la linea della resistenza (il verso in cui agisce la forza esterna).
Nel caso dei pesi liberi, la linea della resistenza è sempre rappresentata da una linea immaginaria verticale, perfettamente perpendicolare al suolo. Nelle macchine vincolate, questa linea è determinata dai binari a traiettoria rettilinea o circolare, a seconda della struttura della macchina. Le CM, invece, rendono la linea della resistenza ben visibile in quanto rappresentata dal cavo stesso, la quale viene ridirezionata durante il movimento.
Ovvero, negli esercizi ai pesi liberi, a corpo libero o alle macchine vincolate, la linea della resistenza è fissa, obbligando l’esecutore ad adattarsi ad essa; invece, nelle CM è la linea della resistenza ad adattarsi alla direzione impartita dall’esecutore. Le CM permettono quindi di adattare la direzione della resistenza al piano di movimento scelto per i vari obiettivi.
Per approfondimenti: Il principio dell’allineamento nella biomeccanica del resistance training.
Profilo della resistenza modificabile
Grazie alla linea della resistenza svincolata, le CM permettono di modificare il profilo (o curva) della resistenza, fino a invertirlo, a seconda del posizionamento dei segmenti corporei (o del corpo in generale) rispetto all’origine del cavo.
Questo rende le CM dei macchinari molto versatili e adattabili alle preferenze o alle esigenze dell’esecutore. Solo riposizionando il corpo o i segmenti nello spazio, è possibile modificare le leve e le forze per aumentare il torque (momento meccanico) generato dal muscolo agonista in accorciamento o in allungamento, o per aumentare o ridurre i torque esterni su altre articolazioni.
Le tipiche caratteristiche delle CM hanno portato molti nel settore a diffondere l’idea che queste consentono una tensione continua lungo il range di movimento (ROM), ovvero senza “punti morti”. In realtà, si tratta di una conclusione scorretta, che però può avere un fondo di verità.
Di per sé, i cavi non impediscono di incontrare “punti morti” lungo il ROM, perché è sempre possibile osservare casi in cui il braccio del momento esterno (la leva) viene azzerato o molto ridotto. D’altro canto, i cavi possono consentire di ottenere spesso una tensione continua rispetto al ROM previsto, in paragone ai corrispettivi esercizi ai pesi liberi (come alzate laterali o frontali, croci per il petto o croci inverse). Queste caratteristiche però non sono uniche delle CM, dato che sono presenti anche in molte macchine vincolate.
Per approfondimenti: Curva della forza e curva della resistenza: una prospettiva pratica.
Inerzia multidirezionale
Una delle caratteristiche meno considerate che distingue le CM dai pesi liberi è la minore inerzia multidirezionale. Questa si riferisce all’inerzia generata dallo spostamento del carico in più direzioni o piani di movimento contemporaneamente (1).
Con i pesi liberi, il carico non è vincolato a un percorso definito e può quindi muoversi liberamente su più assi. Per mantenere la traiettoria prestabilita, l’esecutore deve quindi vincere e controllare l’inerzia generata in più direzioni, rendendo il gesto più impegnativo dal punto di vista coordinativo, ma anche più instabile e soggetto a oscillazioni laterali o rotatorie.
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