I cosiddetti cue (pronunciato “chiu”) – traducibili come spunti, input, punti di attenzione, chiavi esecutive o immagini guida – sono strumenti utilizzati per favorire l’esecuzione corretta di un esercizio.
I cue consistono nel focalizzare l’attenzione del soggetto su parti anatomiche, caratteristiche dell’ambiente o analogie motorie, con l’obiettivo di guidare il movimento verso la corretta esecuzione.
In ambito scientifico sono formalmente meglio conosciuti come strategie di focus attenzionale. In italiano il termine non ha un equivalente univoco, e forse proprio per questo il concetto sta entrando maggiormente nell’uso comune solo di recente.
Tipi di cue

I cue possono essere classificati in tre categorie principali: (1)
- Cue verbale: il coach fornisce un’istruzione verbale per guidare il soggetto verso l’esecuzione corretta del movimento.
- Cue visivo: può derivare da un’indicazione verbale o essere utilizzato autonomamente dal soggetto, che visualizza un muscolo, uno schema o un’analogia per orientare il movimento.
- Cue tattile: il coach tocca una specifica zona corporea per aiutare il soggetto a percepirne meglio il controllo e favorire così una corretta esecuzione.
Il cue verbale è il più immediato, ma richiede che l’allievo sappia tradurre le parole in azione. Il cue visivo, specialmente se basato su analogie o riferimenti ambientali, è particolarmente utile nelle fasi iniziali perché facilita l’apprendimento implicito, aiutando a costruire lo schema motorio di base senza un eccessivo carico cognitivo. Il cue tattile è utile per affinare la percezione del movimento, in particolare con i principianti che non hanno ancora sviluppato un adeguato senso del movimento, o quando altre modalità risultano inefficaci (1).
Ciascuno di essi può essere più o meno efficace a seconda del contesto e della fase di apprendimento. Un coach esperto sa passare da un cue all’altro in base alla risposta dell’allievo, utilizzando il canale più adatto in quel momento per favorire sia la comprensione immediata che il consolidamento dello schema di movimento (1).
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Cue interni e esterni
L’ulteriore sottoclassificazione è quella che distingue i cue interni e i cue esterni, in cui rientra anche il tema della connessione mente-muscolo (MMC) così popolare nel fitness.
I cue quindi si suddividono in: (2,3)
- Cue interno: l’attenzione è diretta all’azione in sé, o su un singolo aspetto di un movimento, in genere una parte anatomica (se è un muscolo, è chiamato connessione mente-muscolo).
- Cue esterno: l’attenzione è diretta verso l’ambiente o il risultato finale del movimento, stabilendo un obiettivo che il soggetto deve capire come raggiungere.
Il cue esterno (o focus esterno) è notoriamente più efficiente per la performance e l’apprendimento motorio (1,3,4). D’altro canto, i cue interni possono essere molto utili nelle prime fasi dell’apprendimento, quando il soggetto non ha ancora punti di riferimento motori; dopodiché, il passaggio a cue esterni favorisce il consolidamento (1).
Inoltre, nella muscolazione la MMC (un tipo di cue interno) può essere usata con un criterio anche nelle serie allenanti per ottimizzare lo stimolo muscolare (4), sebbene la sua efficacia sia dibattuta.
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Riferimenti:
- D’Agostino N. The Science of Verbal Cues: Turning Words into Action. startingstrength.com. 2019.
- Peh SYC et al. Focus of attention and its impact on movement behaviour. J Sci Med Sport. 2011 Jan;14(1):70-8.
- Wulf G. Attentional focus and motor learning: a review of 15 years. Int Rev Sport Exerc Psychol. 2013;6(1):77–104.
- Schoenfeld BJ, Contreras BM. Attentional focus for maximizing muscle development: The mind-muscle connection. Strength Cond J. 2016 Feb;38(1):1.