Latte delattosato e indice glicemico: un allarme ingiustificato?

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Come ho spiegato molto in anni passati, negli ultimi decenni il concetto di indice glicemico è stato oggetto di una profonda sopravvalutazione. La popolarizzazione di un parametro solo all’apparenza così intuitivo ha finito per generare equivoci nel grande pubblico, illuso che un punteggio permettesse di prevedere facilmente la risposta glicemica ai carboidrati in qualsiasi contesto.

Questa semplificazione ha alimentato diffidenze e allarmismi anche nei confronti dei latticini delattosati. Il timore nasce dal fatto che la scomposizione enzimatica del lattosio libera glucosio, uno degli zuccheri più temuti proprio per il suo alto indice glicemico. L’articolo fornisce una panoramica esclusiva sulla poca ricerca disponibile per cercare di fornire una chiara risposta su questo tema.

Introduzione

Il latte senza lattosio si divide in due principali tipologie: il classico latte delattosato e quello a basso contenuto di lattosio per ultrafiltrazione. Il primo è il più comune e prevede che il lattosio venga idrolizzato, cioè scomposto enzimaticamente nei suoi monosaccaridi di base, il glucosio e il galattosio (1). 

Mentre il glucosio è noto come lo zucchero ad altissimo GI per eccellenza (punteggio 100), il galattosio ha un punteggio stimato di appena ∼20, simile a quello del fruttosio (anche se non sembra sia stato ancora stabilito direttamente) (2-4), mentre per il lattosio è ∼46 (5).

Comunque, a causa del grande allarmismo sull’alto GI, è stata spesso espressa la preoccupazione che il latte delattosato sia un pericoloso alimento “iperglicemizzante”, poiché metà dei carboidrati presenti è costituita da glucosio libero, in origine legato chimicamente al galattosio.

Questa narrazione ha trovato delle resistenze. Sul web, infatti, diversi siti internet affermano che il latte delattosato ha un basso GI, ma senza mai citare alcun riferimento scientifico. In scienza però non si possono dare le cose per scontate, ed è necessario verificare se le affermazioni sono corroborate dai dati.

 

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La ricerca

Il probabile motivo per cui i siti web che si esprimono sul tema non citano riferimenti risiede nel fatto che esistono solo due studi peer review che hanno confrontato il GI del latte delattosato e del latte normale, e sono curiosamente tutti piuttosto recenti, pubblicati su riviste secondarie e praticamente senza alcuna citazione.

Inoltre, in ricerca non sembra che questi pochi studi siano mai stati accorpati, assieme ad altri rilevanti, per fare il punto su ciò che si sa oggi. Per questo motivo tale articolo risulta esclusivo nell’affrontare il tema.

Qi et al. (2014)

Apparentemente, il primo studio che ha misurato direttamente il GI del latte delattosato è quello di Qi et al., pubblicato su China Dairy Industry (6), rivista peer review cinese specializzata nel settore lattiero-caseario, che tuttavia non risulta indicizzato nei database internazionali né consultabile.

Dalle poche informazioni reperibili, sembra che in 12 soggetti giovani sani normopeso il latte delattosato avesse un GI molto basso, ovvero 19 (in riferimento al glucosio), e che non differisse significativamente rispetto al latte normale. 

Proprio per le informazioni frammentate, l’irreperibilità e apparentemente un’unica citazione nella ricerca peer review internazionale (7), è discutibile riporre fiducia in questo studio.

Aldunce et al. (2022)

Il secondo studio (ma l’unico consultabile) è quello del team cileno di Aldunce et al. del 2022, pubblicato su Revista Chilena de Nutrición (8). Sono stati coinvolti 11 soggetti giovani sani normopeso (7 donne e 4 uomini) ed è stato osservato che, a parità di macronutrienti, il latte scremato normale aveva un GI di 32, e quello delattosato di 56 (prendendo come riferimento il glucosio). 

Quindi, il latte delattosato è risultato in un IG borderline tra medio e basso, il cui confine è sancito proprio dal punteggio di 56. La variabilità del GI (deviazione standard) per il latte delattosato era però molto maggiore rispetto a quello normale; ciò suggerisce che una minoranza di soggetti abbia presentato risposte estreme (outlier) innalzando la media, lasciando presumere che il valore mediano corrispondesse in realtà a un basso GI (<56).

Da questo studio sembra che il GI del latte delattosato sia basso, ma che sia discutibilmente adatto per soggetti con dismetabolismi (insulinoresistenza, diabete). Infatti, alcuni soggetti hanno riscontrato picchi glicemici significativi (fino a 133 mg/dL) per aver ingerito soli 25 g di carboidrati totali da latte (metà galattosio e metà glucosio). Proprio per questo le indagini sui sani dovrebbero proseguire.

Bonus: Kim et al. (2025)

Va segnalato a questo proposito un terzo studio recente, non pubblicato, ma solo presentato come abstract (9). Lo studio ha coinvolto 50 adulti giovani e sani, somministrando 500 mL di latte parzialmente scremato, normale o delattosato, anche se purtroppo non ha misurato il GI.

Il latte delattosato mostrava un incremento glicemico leggermente più rapido e più alto, portando gli autori a concludere che per i soggetti dismetabolici (insulinoresistenti, diabetici) la scelta potrebbe non essere del tutto neutra.

Va considerato però che non si è raggiunta la piena significatività statistica, le differenze nell’aumento glicemico erano minime (appena 4 mg/dL), e in entrambi i casi la glicemia si è ristabilizzata entro 60 minuti. In sintesi, il latte delattosato non ha aumentato molto di più la glicemia, ma semplicemente il glucosio è entrato un po’ più rapidamente nel sangue. Questi risultati sembrano piuttosto coerenti con quelli dello studio precedente.

Altri studi?

Risulterà strano, ma non sembrano esistere altri studi che abbiano confrontato le differenze di GI tra latte normale e delattosato. Per essere precisi, esistono alcuni vecchi studi che hanno confrontato l’effetto glicemico dei due tipi di latte su soggetti con intolleranza al lattosio, osservando che quello delattosato ovviamente aumenta la glicemia più della controparte (10,11). 

L’ovvietà sta nel fatto che i soggetti intolleranti, non digerendo il lattosio, non assorbono i carboidrati dal latte normale (e spesso accusano disturbi gastrointestinali). In studi su popolazioni miste, l’osservazione di una maggiore risposta glicemica al latte delattosato (12) potrebbe portare all’impropria conclusione che quest’ultimo abbia un GI più alto, quando ciò è verosimilmente dovuto all’elevata presenza di intolleranti nel campione.

Questi esiti, quindi, potrebbero essere citati a sproposito come “conferma” del maggiore GI del latte delattosato, ma si tratta semplicemente di un artefatto dovuto alle caratteristiche di una popolazione specifica. In altri casi si potrebbe commettere l’errore di citare studi che confrontano latte normale con il latte senza lattosio ultrafiltrato (13,14), che contiene molti meno carboidrati e solo tracce dei due monosaccaridi.

Un altro studio recente su diabetici di tipo 2 ha osservato un prevedibile aumento glicemico da 440 mL di latte delattosato (7), ma oltre a non avere previsto un trattamento di controllo con il latte normale, gli esiti sono confusi dalla combinazione con una porzione abbondante di pane integrale. Inoltre, anche in questo caso si tratta di una popolazione specifica che non riflette le risposte del soggetto sano.

Conclusioni

Ad oggi, le differenze di indice glicemico tra latte delattosato e latte normale sono state ancora ben poco studiate, con solo due ricerche pubblicate su riviste secondarie e a volte neppure consultabili. I risultati di queste poche ricerche suggeriscono che il latte delattosato abbia un basso GI, ma che potrebbe risultare inadatto – specie in elevate quantità – per i soggetti dismetabolici; ma del resto, questa conclusione può essere tratta per molti altri cibi ben gestiti dai sani.

Che il latte delattosato aumenti la glicemia più di quello normale nei soggetti intolleranti al lattosio è banale, dato che questi assorbono poco e male i carboidrati da quest’ultimo, e quindi non riscontrano un significativo aumento glicemico. 

Considerando che nel latte delattosato metà dei carboidrati sono rappresentati da glucosio libero, porzioni moderate (200-300 mL) ne apporterebbero appena 5-7 g, che combinati alle proteine e agli eventuali grassi dell’alimento prevengono un’elevata risposta glicemica, grazie anche alla sproporzionata risposta insulinica che concorre a stabilizzare la glicemia (15).

Riferimenti:

  1. Rehman SU. Reduced lactose and lactose-free dairy products. In: Advanced Dairy Chemistry. New York, NY: Springer Science and Business Media LLC; 2009. p. 98-104.
  2. Charrière N et al. Cardiovascular responses to sugary drinks in humans: galactose presents milder cardiac effects than glucose or fructose. Eur J Nutr. 2017 Sep;56(6):2105-2113.
  3. Gannon MC et al. Glucose appearance rate after the ingestion of galactose. Metabolism. 2001 Jan;50(1):93-8.  
  4. O’Hara JP et al. The effect of pre-exercise galactose and glucose ingestion on high-intensity endurance cycling. J Strength Cond. Res. 2014, 28, 2145–2153. 
  5. Yang YX et al. Glycemic index of cereals and tubers produced in China. World J Gastroenterol. 2006 Jun 7;12(21):3430-3.
  6. Qi B, An Y, Zhu Q, Liu J. Evaluation of the glycemic index and insulin index of lactose-hydrolyzed milk. China Dairy Industry. 2014;42(7):4e7.
  7. Sun Y et al. Postprandial glycemic effects of lactose-hydrolyzed milk supplemented with mulberry leaf and corn silk extracts in adults with type 2 diabetes: A randomized crossover trial. Clin Nutr ESPEN. 2025 Jun:67:549-554.
  8. Aldunce P et al. Comparative analysis of glycemic response, glycemic index, glycemic load and satiety of high-protein milk and lactose-free milk in healthy subjects. Rev Chil Nutr. 2022;49(1):25-33. 
  9. Kim A et al. A comparison of acute blood glucose response to 2% lactaid milk vs. 2% regular milk in non-diabetic adults [poster]. J Acad Nutr Diet. 2025;125(10 Suppl):A103.
  10. Paige DM et al. Effects of age and lactose tolerance on blood glucose rise with whole cow and lactose-hydrolyzed milk. J Agric Food Chem. 1979 Jul-Aug;27(4):677-80.
  11. Pedersen ER et al. Lactose malabsorption and tolerance of lactose-hydrolyzed milk. Scand J Gastroenterol. 1982 Oct;17(7):861-4.
  12. Iwasaki T, Kawanishi G. Commercialization of lactoses and lactose-hydrolyzed milk in Japan. Milk Intoler Reject. 1983;72:75-79.
  13. Salminen E, Karonen SL, Salminen S. Blood glucose and plasma insulin responses to fat free milk and low-lactose fat free milk in healthy human volunteers. Z Ernahrungswiss. 1987 Mar;26(1):52-5.
  14. Lummela N et al. Effects of a fibre-enriched milk drink on insulin and glucose levels in healthy subjects. Nutr J. 2009 Oct 1:8:45.
  15. Wolever TM et al. The effect of adding protein to a carbohydrate meal on postprandial glucose and insulin responses: a systematic review and meta-analysis of acute controlled feeding trials. J Nutr. 2024 Sep;154(9):2640-2654.
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è un formatore e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS, Barça Universitas) e biomeccanica applicata all'esercizio per l'ipertrofia. Per 5 anni, ha ricoperto ruoli di referente tecnico senior per l'azienda leader Project inVictus e ha collaborato con altre importanti realtà nazionali del settore. È citato e ospitato in numerose pubblicazioni e riviste di settore ed è autore del testo scientifico Body Comp Nutrition.

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