Ashwagandha: panoramica e linee guida

L’Ashwagandha, detta anche Withania somnifera o ginseng indiano, è una pianta tipicamente usata nella medicina tradizionale indiana che negli ultimi anni ha visto un incremento di popolarità grazie alla moltitudine di benefici.

Pur essendo usato perlopiù come integratore terapeutico e per il benessere, recentemente la sua popolarità è cresciuta anche nello sport e nel fitness grazie all’accumulo di studi che ne suggeriscono effetti su performance sportiva e cognitiva, composizione coporea, sonno, stimolazione del testosterone, e gestione dello stress.

La scheda tecnica propone un approfondimento per apprendere i principali effetti di interesse per la popolazione sportiva-fitness, e in quali casi la ricerca mostra solide prove di efficacia, risultati ambigui, e inaspettate prove inconsistenti. Inoltre, si approfondiscono anche le poco note controversie sui dosaggi e sugli effetti collaterali per rendere il professionista e l’utilizzatore pienamente consapevoli sull’utilizzo.

Cortisolo, stress e ansia

Una delle funzioni dell’Ashwagandha più note e di maggiore interesse è l’effetto adattogeno, ovvero sulla soppressione dello stress e dell’ansia, mediato da un abbassamento dei livelli di cortisolo (1-3).

Questo effetto sembra essere ottenuto grazie a un’azione diretta sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), insieme di interazioni tra ipotalamo, ipofisi e ghiandole surrenali che controlla la risposta allo stress.

Le prove a sostegno dell’efficacia dell’Ashwagandha per la gestione dello stress sembrano essere piuttosto forti. L’aspetto interessante è che l’effetto è stato riscontrato sia su soggetti sani che su soggetti affetti da disturbi psicologici e neuropsichiatrici (2,3). 

Poiché l’Ashwagandha è tradizionalmente utilizzata come adattogeno, essa potrebbe migliorare anche lo stato dell’umore in condizioni normali. Questo è stato proposto attualmente da un unico studio (4), quindi si richiedono ulteriori conferme sul fatto che il miglioramento avvenga anche in assenza di stress e ansia.

 

Per ulteriori approfondimenti: I miti del cortisolo (parte 3): impatto dei fattori dietetici.

Performance cognitiva

Tra la miriade di funzioni dell’Ahwagandha si riconoscerebbe anche il miglioramento delle funzioni cognitive e di memoria (effetto nootropo), e per questo è stata proposta anche per il decadimento cognitivo lieve (MCI) e altre forme di disfunzione cognitiva (5). 

In effetti, i pochi studi condotti ad oggi osservano apparentemente dei benefici su vari parametri cognitivi come memoria, attenzione, vigilanza, funzione esecutiva, tempi di reazione, per citare i principali, sia in soggetti giovani sani che in soggetti bipolari, e anche in acuto (4-7). 

Gli effetti sono promettenti ma esistono ancora troppo pochi studi, quindi sono necessarie ulteriori ricerche più rigorose che confermino in maniera forte queste conclusioni anche sulla popolazione sana (5).

Testosterone e fertilità

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  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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