Il mito de “i pesi bloccano la crescita nei bambini”

Fino a soli pochi anni fa dominava anche tra i professionisti l’idea che bambini e adolescenti dovessero assolutamente evitare di sollevare pesi. Questo falso mito era talmente radicato e poco riconosciuto che nel 2019 decisi di dedicare un ampio articolo su Project inVictus sul tema per smontarlo definitivamente.

Qui spiegavo che, sulla base della vastissima ricerca condotta ad oggi, i massimi esperti in materia di esercizio in età pediatrica addirittura suggeriscono i sovraccarichi per bambini (non sotto i 7-8 anni) e adolescenti per tutta una miriade di benefici.

Ma nell’articolo non mi occupai di un altro falso mito duro a morire, ovvero quello secondo cui sollevare i pesi blocca la crescita. Se i massimi esperti in materia suggeriscono (o perlomeno non sconsigliano) di praticare pesi a queste popolazioni, evidentemente questa conclusione sarebbe già implicita. Tuttavia, poiché in quella sede il tema non era stato affrontato nello specifico, qui si estenderà la questione per soddisfare anche i più scettici e curiosi.

La ricerca

In ricerca non sembrano essere pubblicati molti lavori incentrati interamente su questo tema, che è stato comune preso in considerazione dai vari documenti riportati nel capitolo precedente. In questo caso quindi saranno selezionati i tre documenti scientifici probabilmente più rilevanti che si sono occupati del caso.

Le review

Nonostante la vastissima mole di documenti scientifici che hanno trattato gli effetti dei pesi su bambini e adolescenti, la review di Malina è apparentemente la più recente e importante che si è occupata nello specifico dell’effetto sulla crescita e sulla maturazione dei bambini (1). Questo documento risale al lontano 2006, il che già può suggerire che la questione non sia stata particolare oggetto di grandi dibattiti da parte degli scienziati da molto tempo.

La rassegna ha incluso i 9 studi evidentemente pubblicati fino al tempo che avevano valutato questi parametri, senza riscontrare alcuna differenza tra chi si allenava con i pesi e il gruppo di controllo (ovvero, che non si allenava o svolgeva normale educazione fisica).

La maggior parte degli studi sono durati appena tra 2 e 5 mesi, e solo uno, commentato in seguito, è stato protratto per una tempistica molto lunga e per questo può essere considerato il più rilevante sul tema: (1)

Gli aumenti di altezza e di peso tra i gruppi [che si allenavano con i pesi] e di controllo si sovrapponevano, suggerendo che i rispettivi protocolli di allenamento non hanno influenzato la crescita lineare. […] I programmi di allenamento contro resistenza non influenzano [negativamente] la crescita in altezza e il peso nei giovani nella pre- e nella prima adolescenza.

Un’altra review di tre anni prima dedicata alla questione ma meno nota, quella di Falk & Eliakim, concludeva: (2)

Pochi studi hanno esaminato l’effetto a lungo termine dell’allenamento contro resistenza sulla crescita. I pochi che lo hanno fatto hanno scoperto che, contrariamente al malinteso comune, […] l’allenamento contro resistenza determina un aumento dell’IGF-I sierico [ormone che favorisce anche la crescita ossea] e che non vi è alcun effetto dannoso sulla crescita lineare.

Lo studio Sadres et al. (2001)

Lo studio Sadres et al. è il più classico che si cita sul tema della crescita ossea con l’esercizio con i pesi, e il perché è suggerito dalla sua lunga durata, requisito necessario per meglio verificare l’ipotesi.

I ricercatori hanno coinvolto due gruppi di bambini maschi di 9-10 anni:

  • un gruppo (22 soggetti) svolgeva un programma di normale educazione fisica previsto dal ministero (corsa, salti e lanci);
  • un gruppo (27 soggetti) svolgeva un programma con i pesi a base di squat, stacchi da terra e vari esercizi di pesistica olimpica (strappo, slancio e vari propedeutici);

 

Il programma era svolto per 2 volte a settimana per due anni scolastici, quindi 9 mesi all’anno per due volte di fila. Ogni sessione con i pesi consisteva in 3-6 esercizi da 1-4 serie ciascuno, e tra 5 e 30 ripetizioni con dei carichi tra il 30 e il 70% 1 RM e un aumento progressivo dei carichi. Si potrebbe quindi stimare che il volume di allenamento settimanale si aggirasse in prossimità delle 20 serie a settimana.

Al termine dei due anni, naturalmente l’esercizio con i pesi portò a un miglioramento della forza, e la crescita in altezza risultò simile tra i due gruppi. L’aumento medio in altezza in chi praticava pesi è stato leggermente minore nel primo anno ma leggermente maggiore nel secondo anno, addirittura con un aumento globale in media di 0.4 cm in più. Queste differenze erano minime e giudicate infine non significative dagli scienziati, che hanno quindi concluso:

L’aumento di altezza durante il periodo di studio è stato simile [tra i gruppi], di riflesso l’allenamento contro resistenza nel corso dei 2 anni non ha avuto effetti dannosi sulla crescita scheletrica. È opinione diffusa che associare un allenamento intenso con i pesi può essere la causa della bassa statura. Gli studi precedenti non sono riusciti a supportare questa credenza.

Tuttavia, questi studi erano di durata relativamente breve, e gli effetti a lungo termine erano sconosciuti. Questo studio […] dimostra chiaramente che su un periodo di 21 mesi, l’allenamento contro resistenza certamente non ostacola la crescita.

Cautele

Gli studi sono oggettivamente pochi, o per meglio dire, gli unici studi che potrebbero confutare con maggiore forza l’ipotesi de “i pesi fanno rimanere bassi” si limitano praticamente a uno solo, lo studio Sadres (1,3). Escludendo quest’ultimo, la durata media degli altri studi era di appena 3 mesi (fino a un massimo di 6 mesi) (1), probabilmente poco per capire gli andamenti della crescita più a lungo termine. Si consideri comunque che tutti confermarono come i pesi non rallentassero la crescita in statura, il che rafforza le conclusioni dello stesso studio Sadres.

Andrebbe ammesso che un solo studio di durata sufficientemente lunga sarebbe troppo poco per confutare o corroborare un’ipotesi, specie con un campione di soggetti così limitato. Ad oggi, comunque, la comunità scientifica continua a promuovere l’esercizio con i pesi per bambini e adolescenti, e se un’intera comunità di scienziati più specializzati si esprime in tal senso significa che il giudizio è a favore di riconoscerla come un’ipotesi inconsistente.

Conclusioni

Così come molti altri luoghi comuni da tempo smentiti nella ricerca, anche il presunto effetto ostacolante dell’esercizio con i pesi sulla crescita dei bambini è stato analizzato e ad oggi ritenuto dalla comunità scientifica non solo come non supportato, ma anche smentito.

Ed è curioso che gran parte delle ricerche sulla questione sono state pubblicate entro gli anni ‘80, ma del resto in passato avere accesso ai database scientifici era cosa per pochi, quindi non sorprende che per molti decenni (ma in realtà tuttora) non ci fosse la percezione di cosa si discutesse nel mondo scientifico e in cosa differisse rispetto a ciò che le persone credono.

Per onestà intellettuale va ammesso che questo argomento è comunque poco studiato, perché esiste un solo studio che è durato abbastanza a lungo per fornire una risposta concreta, e si richiederebbero ulteriori repliche per confermarne chiaramente gli esiti. Dal periodo della pubblicazione non sembra che siano stati pubblicati altri studi di rilevanza e con una tale lunghezza, ma la comunità scientifica rimane della posizione che questa idea così popolare nel senso comune, è smentita.

Riferimenti:

  1. Malina RM et al. Weight training in youth-growth, maturation, and safety: an evidence-based review. Clin J Sport Med. 2006 Nov;16(6):478-87.
  2. Falk B, Eliakim A. Resistance training, skeletal muscle and growth. Pediatr Endocrinol Rev. 2003 Dec;1(2):120-7.
  3. Sadres E et al. The effect of long-term resistance training on anthropometric measures, muscle strength, and self concept in pre-pubertal boys. Pediatr Exerc Sci. 2001;13,357–372.
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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