Bias del cappello bianco: come il bias per scopi virtuosi intacca il fitness?

Il bias del cappello bianco (white hat bias) è un bias cognitivo che porta alla distorsione delle percezioni e delle informazioni al servizio di ciò che è percepito come moralmente giusto o virtuoso. 

In origine questo errore è stato fatto presente nella ricerca clinica sull’obesità, venendo poi riconosciuto come bias cognitivo più tipicamente nell’ambito sanitario, o più in generale della salute.

Nel gergo comune “cappello bianco” si riferisce alle persone buone, ammirevoli, spinte da un comportamento etico, o agli eroi nei film o nelle opere teatrali. 

Origini

Il bias del cappello bianco (WHB, white hat bias) venne originariamente descritto nel 2010 dai ricercatori Cope & Allison in un documento scientifico pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica International Journal of Obesity (1).

Gli autori presero come esempi dei casi in nutrizione clinica (relazione tra bibite zuccherate e obesità, e i benefici dell’allattamento) per dimostrare come in ricerca si osservassero dei forti sbilanciamenti verso la demonizzazione e la santificazione, portando a una distorsione dei dati per supportare tali posizioni percepite come virtuose.

In altre parole, il WHB porterebbe a considerare più i risultati in linea con ciò che è considerato uno scopo nobile, e a ignorare o sminuire i risultati contrastanti. Il WHB sembra quindi tipicamente radicato in coloro che promuovono la salute o la giustizia, i quali tendono alla parzialità per poter sostenere la loro causa morale. 

Questo bias mostra un diretto antagonismo con il bias commerciale, che influenza invece il punto di vista, le decisioni e le argomentazioni di chi è in conflitto di interessi. Gli autori infatti spiegavano che il WHB è spinto da un sentimento “anti-industria” e di indignazione verso i finanziamenti. Quindi, il frequente appello al conflitto di interessi o le critiche all’industria (e la fallacia ad aurum) potrebbero risultare un campanello d’allarme per capire se gli argomenti valutati sono influenzati dal WHB (1,2).

Esempi nel fitness

Raramente vengono fatti dei chari esempi di bias del cappello bianco, ma se ne potrebbero trovare diversi anche nell’ambito fitness.

Bulk e parametri di salute

Un caso potrebbe essere rappresentato dalla dieta “per la massa” (bulking) adottata dai bodybuilder. In tempi recenti gran parte degli esperti suggerisce che, perlomeno per i soggetti allenati, un surplus calorico elevato sia superfluo e non permetta di ottenere più muscolo.

Questa presa di posizione però non si basa su evidenze, che sembrano invece suggerire altre conclusioni. Pur essendo questa osservazione evidente leggendo le ricerche, forse i promotori sono influenzati dal fatto che un eccesso calorico elevato peggiora i parametri di salute come la sensibilità insulinica, trovando una motivazione virtuosa, ma separata, per giustificare le loro posizioni.

Eccesso di proteine

Un altro possibile esempio è quello della critica alle diete iperproteiche mossa classicamente da molte figure sanitarie. Il luogo comune che le diete iperproteiche danneggino i reni, le ossa o il fegato è stata perpetrata per decenni, sebbene leggendo la ricerca la cosa non sia affatto confermata (3-5).

“Dieta iperproteica” è un concetto vago, e all’interno di questa etichetta generica rientrano quantità proteiche estremamente ampie, comprese quelle nei range raccomandati dalle linee guida di tutto il mondo e quelle suggerite per gli sportivi. Nonostante la solidità delle evidenze e l’unanimità delle relative raccomandazioni autorevoli, il WHB potrebbe essere la causa della tendenza di molti ad essere conservativi sull’apporto proteico, citando documentazioni scientifiche fuorvianti o non attinenti.

Cardio durante il bulking

Un altro esempio è l’argomento ricorrente del cardio in fase di bulking. Come è noto, il bulking è una fase di ingrassamento deliberato, mentre il cardio è di solito usato come mezzo per aumentare il dispendio energetico nelle fasi di dimagrimento/definizione.

Sebbene questa pratica non abbia il fine di ottimizzare lo scopo per cui il bulking viene implementato (ovvero la crescita muscolare), talvolta vengono trovate varie motivazioni potenzialmente influenzate dal WHB, che vedono come sfondo l’impatto positivo sulla salute o su altri adattamenti (6). Anche alcuni studi hanno proposto un effetto positivo del cardio sull’ipertrofia (7), ma queste conclusioni sono molto discutibili.

Alcol per gli sportivi

Altro esempio emblematico è l’alcol per gli sportivi. Sebbene l’alcol interferisca con il recupero, gli adattamenti e l’anabolismo, questo in genere si osserva con quantità elevate, e talvolta irrealistiche nel contesto di un consumo moderato (8,9).

Gli studi sul tema in genere non guardano quanto influiscono 1 o 2 unità di alcol in un contesto isolato o non di uso cronico (una unità è una birra da 330 ml, o un bicchiere di vino da 125 ml), ma il WHB potrebbe portare a giustificare la generalizzazione per scopi nobili.

Un esempio simile è quello del potere ingrassante dell’alcol. Sebbene in genere si sostenga come l’alcol abbia delle forti capacità di favorire l’ingrassamento a causa dell’elevato contenuto calorico e della facilità nell’essere convertito in grasso dal fegato, da quanto si osserva nella ricerca scientifica il suo potenziale in questo senso è decisamente sopravvalutato. Pur essendo questi dati alla luce del sole, vengono praticamente sempre ignorati e un motivo potrebbe essere ritrovato nel bias del cappello bianco.

 

Vai all’articolo principale su bias cognitivi e fallacie logiche.

Riferimenti:

  1. Cope MB, Allison DB. White hat bias: examples of its presence in obesity research and a call for renewed commitment to faithfulness in research reporting. Int J Obes (Lond). 2010 Jan; 34(1): 84–83. 
  2. Cope MB, Allison DB. White hat bias: a threat to the integrity of scientific reporting. Acta Paediatr. 2010 Nov;99(11):1615-7. 
  3. Devries MC et al. Changes in kidney function do not differ between healthy adults consuming higher-compared with lower-or normal-protein diets: a systematic review and meta-analysis. J Nutr. 2018 Nov 1;148(11):1760-1775.
  4. Evans C, Mekhail V, Antonio J. Common misconceptions regarding dietary protein intake in active individuals: A narrative review. JEPonline 2022;25(1):25-38
  5. Antonio J. Ellerbroek A. Case reports on well-trained bodybuilders: two years on a high protein diet. JEPonline 2018;21(1):14-24.
  6. McDonald L. Pros and Cons of Cardio for Mass Gains. bodyrecomposition.com. Apr 8, 2009. 
  7. Thomas ACQ et al. Short-term aerobic conditioning prior to resistance training augments muscle hypertrophy and satellite cell content in healthy young men and women. FASEB J. 2022 Sep;36(9):e22500.  
  8. Lakićević N. The effects of alcohol consumption on recovery following resistance exercise: a systematic review. J Funct Morphol Kinesiol. 2019;4(3),41.
  9. Parr EB et al. Alcohol ingestion impairs maximal post-exercise rates of myofibrillar protein synthesis following a single bout of concurrent training. PLoS One. 2014 Feb 12;9(2):e88384.
  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è formatore, natural bodybuilder, personal trainer e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS) e allenamento per il miglioramento fisico. Con oltre 10 anni di esperienza attiva nella divulgazione scientifica, è stato per anni referente tecnico per l'azienda leader Project inVictus con vari ruoli, e richiesto da altre importanti realtà del settore nazionale. È autore per testi e riviste di settore, come Alan Aragon's Research Review, redatta dal ricercatore e nutrizionista americano Alan Aragon.

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