Lat pull around è il nome di un nuovo esercizio contro resistenza proposto dal coach Kassem Hanson per stimolare il gran dorsale da un’angolazione unica, che ne conferirebbe un’utilità come complementare per ottimizzare l’ipertrofia di questo muscolo.
Il nome viene tradotto concettualmente come “trazione per i dorsali attorno alla cassa toracica”, distinta dai normali movimenti di trazione eseguiti sui piani di lavoro convenzionali.
Esecuzione
Il lat pull around (LPA) si riferisce essenzialmente a dei movimenti di trazione unilaterali, che possono essere compiuti in direzione verticale (da sopra) o orizzontale (dal lato). La peculiarità dei LPA rispetto ai movimenti di trazione tradizionali è il movimento dell’omero su un piano di lavoro ibrido “da dentro verso fuori” (1-5).
Si prevede quindi di eseguire un movimento di trazione al cavo con il tronco verticale ma mantenuto in lieve torsione nel verso opposto rispetto al piano di lavoro in maniera che la trazione si muova dall’interno verso l’esterno, portando però sempre il gomito al fianco (1-5).
Il LPA esiste in diverse varianti, che secondo Hanson andrebbero a coinvolgere diverse regioni del gran dorasale quali la porzione iliaca, lombare e toracica. Comunque, le diverse varianti possono essere grossolanamente suddivise in due macrocategorie:
- LPA verticali: eseguiti con la maniglia, di solito alla lat machine, prevedono un movimento di trazione verticale con il tronco lievemente torto nel verso opposto rispetto all’origine del cavo;
- LPA orizzontali: eseguiti sempre al cavo originante da un’altezza variabile ma più bassa rispetto alla variante verticale, con il tronco torto sempre nel verso opposto all’origine del cavo;
Benefici?
I presunti benefici attribuiti ai LPA risiederebbero nel raggiungere una lunghezza muscolare maggiore rispetto alla corrispettiva trazione eseguita in maniera tradizionale, ottenendo un’elevata tensione ad angoli di lavoro altrimenti non raggiungibili.
Distendendo l’arto “verso dentro”, ovvero dalla parte opposta rispetto all’arto attivo, si porta infatti il muscolo in maggiore allungamento rispetto alla distensione sul piano sagittale puro. Inoltre, l’ampio movimento scapolare sarebbe maggiormente favorito dal gran dorsale rispetto ad altri abbassatori di spalla, come deltoide posteriore e grande rotondo (1,2).
A detta di Hanson, a seconda della variante il LPA permetterebbe di enfatizzare l’allungamento di diverse regioni del gran dorsale: in verticale (lat machine) si coinvolgerebbero soprattutto le fibre iliache (3); con le trazioni orizzontali si coinvolgerebbero soprattutto le fibre toraciche o lombari in base alla traiettoria o al macchinario (5).
Critiche tecniche
Il lat pull around presenta diversi problemi che ne mettono in discussione l’efficienza per stimolare il gran dorsale. Tralasciando le funzioni secondarie, il gran dorasale è essenzialmente un abbassatore (estensore e adduttore) e intrarotatore di spalla.
Muovendosi gli LPA su un piano di lavoro non convenzionale, l’anatomia funzionale di base e i dati pubblicati non forniscono una chiara risposta sui muscoli meglio coinvolti in questo movimento specifico, tantomeno sui muscoli che rispondono meglio all’ipertrofia.
Tali lacune purtroppo lasciano spazio alla libera interpretazione sulla produttività di questi movimenti, affidandosi a spiegazioni vaghe e fumose solo all’apparenza solide. Per questo bisogna analizzare criticamente diversi principi biomeccanici.
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Una risposta
Concordo con la parte finale Lorenzo, io personalmente lo sto usando e sento bene il gran dorsale ma mi sono accorto che devo essere molto stabilizzato con il bacino e in questo mi aiuta anche l’altro braccio.