Il mito della “Amnesia glutea”: implicazioni nel fitness

La amnesia glutea è un presunto fenomeno in cui i glutei vengono inibiti o perdono la capacità di contrarsi per vari motivi. Questa ipotesi, proposta dal noto biomeccanico della spina Stuart McGill, si è espansa dagli anni 2000 partendo dalla fisioterapia, fino ad arrivare al fitness, dove è stata accettata come fenomeno responsabile dello scarso sviluppo dei glutei.

Questo fenomeno è stato messo in discussione da diversi esperti, nonostante la cosa non sia molto considerata. L’articolo intende fornire un contraddittorio prendendo in considerazione le posizioni dei vari esperti che hanno sollevato delle critiche, e estendendolo con ulteriori riflessioni e le implicazioni pratiche nel campo del fitness e degli allenamenti con sovraccarichi.

Cenni generali

L’amnesia glutea (gluteal amnesia), detta anche sindrome del sedere morto (dead butt syndrome), è un concetto introdotto per la prima volta dal noto biomeccanico della spina e scienziato canadese Stuart McGill nella seconda edizione del suo testo Low Back Disorders, pubblicato nel 2007 (1-4).

Egli sosteneva che la lombalgia (volgarmente “mal di schiena”, LBP) porterebbe a “dimenticarsi” di come usare il complesso dei glutei a causa di dolore durante le attività che richiedono estensione dell’anca, compensando con un reclutamento eccessivo degli estensori della bassa schiena e degli ischiocrurali. Ciò sarebbe stato confermato da un miglioramento della LBP dopo aver svolto un programma di esercizi per i glutei (1-3). 

In fisioterapia e nel fitness questa idea è stata estesa, teorizzando che la sindrome potesse essere causata anche da un eccessivo tempo trascorso da seduti, che avrebbe accorciato i flessori dell’anca (accorciamento adattativo), inibito i muscoli angatonisti (inibizione reciproca), peggiorato la circolazione sanguigna, e atrofizzato i glutei (4-6).

Sindrome crociata inferiore

L’argomento dei flessori dell’anca contratti affonda le sue radici nell’ipotesi del noto neurologo e fisiatra ceco Vladimir Janda che va sotto il nome di sindrome crociata inferiore (LCS, lower crossed syndrome) (1,7).

La LCS è una teoria posturale caratterizzata da uno squilibrio tra i muscoli contratti e i muscoli antagonisti deboli. In questo caso, i flessori dell’anca e gli erettori della colonna sono contratti, mentre i rispettivi antagonisti, gli addominali e gli estensori d’anca (tra cui il grande gluteo), sono allungati e deboli. Infine, la LCS supporterebbe l’idea dell’inibizione reciproca secondo cui i flessori dell’anca contratti causano l’inibizione riflessa dei glutei (4,6). 

L’ipotesi è simile a quella della famosa fisioterapista statunitense Florence Peterson Kendall, secondo cui un tale “squilibrio incrociato” enfatizza l’antiversione del bacino e causa LBP (7). Ma mentre la Kendall sosteneva che gli ischiocrurali fossero deboli, McGill credeva invece che questi subissero maggiore attivazione per compensare la debolezza del grande gluteo (1).

I contradditori

Nonostante l’assenza di prove a supporto dell’esistenza della amnesia glutea, in diversi decenni dalla sua presentazione, in ricerca questa ipotesi non sembra sia stata chiaramente criticata. Combinato con la grande autorevolezza di McGill, questo ha fatto si che il fenomeno fosse accolto con molta apertura in fisioterapia e ancora più nel fitness, dove le competenze in merito e il rigore nell’interpretazione della letteratura sono più carenti.

Eppure, il fenomeno attualmente non solo non è dimostrato, ma è messo in discussione da molte evidenze pubblicate.

Glutei o grande gluteo?

La “amnesia glutea” e la LCS di Janda fanno riferimento al complesso dei glutei (grande, medio e piccolo), senza distinguere specificamente il grande gluteo (1-3,7). Tra i tre glutei, solo il grande è estensore dell’anca, mentre medio e piccolo gluteo svolgono principalmente una funzione di abduzione dell’anca (9). Tuttavia, gli autori citati basano le proprie ipotesi sulla debolezza in estensione dell’anca, che riguarda esclusivamente il grande gluteo.

Inoltre, il grande gluteo ha un’innervazione diversa da medio e piccolo gluteo e le disfunzioni muscolari potrebbero essere separabili, quindi trattarli come un unico gruppo sarebbe fuorviante. Questo contraddice anche l’ipotesi dell’inibizione reciproca, che interessando gli antagonisti dei flessori d’anca, si riferirebbe agli estensori più che agli abduttori.

  • Se il problema fosse una debolezza nell’estensione dell’anca, la causa andrebbe ricercata nel grande gluteo e semmai negli ulteriori estensori sinergici, come gli ischiocrurali (come suggeriva la Kendall);
  • Se il deficit coinvolgesse anche la funzione di abduzione o di stabilizzazione generale di anca e bacino, allora dovrebbero essere considerati altri muscoli oltre ai tre glutei, compresi quelli non-estensori;

 

In questa sede si analizzerà la validità dell’amnesia glutea prendendo in considerazione in particolare il grande gluteo, il muscolo più al centro del dibattito quando si affronta il tema, nonché quello di maggiore interesse anche nel fitness.

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Lombalgia e attivazione del gluteo

L’estensione dell’anca da proni (PHE) è un test fisioterapico usato per diagnosticare LBP, ed è stato proposto anche per diagnosticare l’amnesia glutea, teorizzando che un reclutamento ritardato del grande gluteo ne indichi la presenza.

Durante il test, nei soggetti sani diversi muscoli possono mostrare una certa variabilità nell’ordine di attivazione, ma l’attivazione del grande gluteo è sempre ritardata rispetto agli altri muscoli (6,10,11).

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  • Lorenzo Pansini

    Lorenzo Pansini è un formatore e divulgatore scientifico specializzato in nutrizione sportiva (ISSN-SNS, Barça Universitas) e biomeccanica applicata all'esercizio per l'ipertrofia. Per 5 anni, ha ricoperto ruoli di referente tecnico senior per l'azienda leader Project inVictus e ha collaborato con altre importanti realtà nazionali del settore. È citato e ospitato in numerose pubblicazioni e riviste di settore ed è autore del testo scientifico Body Comp Nutrition.

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