La yohimbina è un composto commercializzato come integratore e più comunemente utilizzato per la perdita di peso e per trattare la disfunzione erettile.
Nel fitness e nel bodybuilding la yohimbina viene promossa da decenni come uno dei più efficaci “brucia grassi” non-farmacologici. D’altro canto, tra gli esperti e i più tecnici l’efficacia per scopi dimagranti e ergogenici è tutt’ora oggetto di dibattito, questione ulteriormente discussa dai possibili effetti collaterali spesso riportati.
La scheda tecnica approfondisce tutte le tematiche di maggiore interesse nei riguardi del supplemento, cercando di risolvere le controversie, analizzando i vari utilizzi nello sport e nel fitness, gli eventuali rischi e come minimizzarli.
Indice
Cenni generali
La yohimbina fa parte degli alcaloidi vegetali, ampia classe di sostanze organiche dotate di effetti disparati sugli organismi viventi; ne fanno parte molte molecole presenti in vari cibi, farmaci, e integratori, tra i quali caffeina, nicotina, cocaina, morfina, efedrina, capsaicina, berberina, e molti altri.
In natura, la yohimbina è presente nell’albero Pausinystalia yohimbe (o Yohimbe) e nella pianta Rauwolfia serpentina, anche se è più abbondante nella prima, originaria dell’Africa centrale e occidentale, da cui è ricavata più comunemente.
Nell’ambito medico è spesso usata per la disfunzione erettile, per il quale mostra un’elevata efficacia (1), ma è valutata anche in campi per cui l’azione è ancora oggetto di studio e controversie, come perdita di peso, disturbi metabolici, disfunzione miocardica, depressione, disturbi infiammatori e cancro (2).
Nello sport è da tempo conosciuta soprattutto tra gli appassionati di fitness e i bodybuilder come agente “brucia grassi” (dimagrante) (2,3), ma la ricerca attuale ne sta valutando anche proprietà ergogeniche (miglioramento della performance) (2,4), anche se per entrambi gli scopi l’efficacia è controversa.
Ma le maggiori controversie della molecola risiedono nella sicurezza, dato che dimostra frequenti effetti collaterali come nausea, dolore addominale, vertigini, nervosismo e ansia. Nella scheda tecnica saranno ben approfondite anche tali questioni per capire come evitare i rischi.
Yohimbina e dimagrimento
Meccanismi di azione
La yohimbina favorirebbe il dimagrimento attraverso diversi meccanismi effettivamente osservati: blocco dell’attività dei recettori α-2-adrenergici, aumento della stimolazione simpatica, azione a livello dopaminergico e colinergico, e forse rilascio di ossido nitrico e vasodilatazione (5). Questo si traduce in un aumento della liberazione dei grassi dagli adipociti (lipolisi).
Particolarmente considerato è il blocco degli adrenorecettori α-2 grazie all’elevata affinità. Collocati sulle terminazioni nervose del sistema nervoso simpatico (SNS), questi recettori agiscono come un freno naturale dello stesso SNS; ciò avviene inibendo il rilascio di noradrenalina, neurotrasmettitore che stimola la lipolisi. Bloccando i recettori α-2, la yohimbina aumenta il rilascio di noradrenalina in maniera dose-dipendente (6), e così l’azione lipolitica.
L’antagonismo sui recettori α-2 ha reso la yohimbina raccomandata in particolare per il “grasso ostinato” (stubborn fat), ovvero quelle regioni adipose che sono per natura più resistenti all’intaccamento, in gran parte proprio a causa della predominanza di questi recettori (3,7).
Efficacia come brucia grassi
Dagli anni ‘80, sono stati condotti diversi studi sugli effetti della yohimbina per il dimagrimento, sebbene la mole di evidenze accumulate nei decenni sia piuttosto scarsa, uno dei motivi per cui il tema è ancora dibattuto tra gli esperti.
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